La pratica creativa è un laboratorio dell’immaginazione: permette di sperimentare nuove forme del reale, elaborare e criticare narrative dominanti, aumentare la fiducia nel nostro potere di cambiare le cose, creare spazi per la socializzazione.

Tra gli Esperimenti di cultura rigenerativa tentati durante il corso interdisciplinare di Ecological Humanities alla Scuola Superiore di Catania, non potevano dunque mancare momenti di sperimentazione creativa e manuale. Sotto la guida esperta di Liisa Malkki, docente di antropologia alla Stanford University e artigiana eclettica che, nel 2015, ha deciso di dedicare almeno alcuni minuti di ogni giorno ad attività manuali, un gruppo interdisciplinare di studenti universitari della Scuola si è cimentato in varie attività di creazione artistica, culminate nella creazione e rilegatura di un libro d’artista cartonero intitolato Jeu de nus, gioco di nudi.

Il libro è composto da rielaborazioni di nudi della grande storia dell’arte, tramite i metodi del collage e del disegno. Durante la sessione di laboratorio, le studentesse e gli studenti hanno riflettuto sulle politiche della rappresentazione dei corpi nella storia dell’arte e sul rapporto, spesso di timore reverenziale, con i classici, in qualche modo esorcizzato e attraversato tramite il gioco della rielaborazione.

La forma finale del libro si ispira alle editoriales cartoneras sudamericane: un movimento internazionale che, dai primi anni 2000, rivitalizza il paesaggio editoriale latino-americano grazie alla diffusione di libri realizzati con copertine di cartone riciclato e tecniche di rilegatura artigianale. In questo modo, il libro diventa opera d’arte unica e accessibile sia nella creazione sia nella fruizione, coinvolgendo ampie comunità di persone in laboratori che integrano storytelling, pittura, disegno, grafica e rilegatura.

Il formato cartonero si adattava perfettamente allo scopo del laboratorio: introdurre ai processi e alle pratiche dell’immaginazione creativa una popolazione generalmente molto distante -le istituzioni accademiche si concentrano molto spesso sulla parte più teorica e intellettuale dell’apprendimento; sull’acquisizione di nozioni più che sulla creazione di forme e contenuti- per ricucire il divario tra pensare e fare. Making is thinking.

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